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Proprio nel mezzo della prima guerra mondiale la famiglia di Oreste Corti si trasferisce da Capraia a Compiobbi per continuare il lavoro di navichiere. Non più guidando i navicelli di proprietà di famiglia, carichi di 12 tonnellate di merce da Montelupo a Livorno, ma per accompagnare la "nave" del Canapo di Compiobbi, fra le due rive dell'Arno. Il figlio Leoniero, grande figura di antifascista, verrà congedato solo nel dicembre del 1919 dopo oltre sei anni di "militare" e guerra. Dopo 8 anni di lavoro alle Fornaci delle Sieci prenderà il posto del padre, aiutato dal fratello Catullo, al traghetto di Compiobbi per altri 25 anni. Probabilmente nell'immaginazione di Catullo Corti, fratello di Leoniero, nato e vissuto a polenta e barconi, per aver sentito lo "sciaguattare d'acqua" fin dalla tenera età, sarà balenata l'idea di una gita al "mare vero" della Versilia, per vedere le navi vere e grandi. Con altri otto amici, compreso l'autore della fotografia, in tempi in cui l'autoscatto era di là da venire, organizzano una gita al tanto agognato mare. Grande impresa, se si pensa che qualcuno di quella generazione morirà senza avere la possibilità di perdersi nell'infinità della "prateria d'acqua". Inevitabili le foto ricordo che restano la prova di aver "tuffato" i piedi nell'acqua bagnata. La prima foto, arrivati in spiaggia, esalta la rigida composizione geometrica dei partecipanti schierati simmetricamente. Siamo intorno al 1925, e in men che non si dica, dopo la prima foto "da vestiti", una veloce "rimboccata" ai pantaloni permette ai "vacanzieri" di sguazzare nell'acqua salata. Una giornata da non dimenticare, ma che sarebbe stata dimenticata se non fosse stato per la cortesia di Giorgio Ricceri che, dopo aver gelosamente conservato le foto, le ha messe a nostra disposizione.
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