ARCHIVIO DEL TEMPO CHE PASSA
COMPIHOBBY


COMPIOBBI: UNA PATRIA PER UN NAZIONALE D'ITALIA
A cura di Berlinghiero Buonarroti
(L'Oculista n° 18)

Sport

Belisario Calabri, Azzurro d'Italia per meriti sportivi, è nato a Compiobbi nel 1910. Ha partecipato a incontri internazionali di atletica leggera e di pugilato, cosicché il paese può essere fiero di aver dato i natali a un tale atleta. È tutto documentato nell'album fotografico che Belisario conserva amorosamente e nel suo bellissimo "diario di podismo e boxe" che raccoglie i ritagli di giornale delle sue imprese sportive dal 1928 al 1937, dove ogni anno sono stati riepilogati, con ordinata calligrafia a stampatello, i record personali nelle diverse specialità atletiche: cross, staffetta, mezzofondo e maratona. Ha gareggiato in tutte le discipline, da quelle veloci (100, 200 metri) fino a quelle più massacranti dei 3000 e 5000 metri. Non si è fatto mancare niente! Purché fosse sport andava bene tutto! Ha corso persino in bicicletta, ma sanza però ottenere gli eccellenti risultati delle altre attività sportive citate.
Belisario Calabri ha fatto la professione di orafo per ben 75 anni, ma più che un mestiere la sua era l'attività di un artista, incidendo a mano libera e ad occhio nudo dei bellissimi anelli e spille d'oro impreziositi da pietre preziose. A 92 anni suonati (non si dovrebbe usare quest'aggettivo per un pugile!) ha ancora il fisico dell'atleta, senza un filo di grasso. Per mantenersi ancora in forma ogni mattino saltava la corda per 60 volte. Ed era pieno di impegni e di attenzioni anche per gli amici di Compiobbi, suoi coetanei meno fortunati, ai quali non fa mancare ogni tanto il calore di una visita, accompagnato dalla figlia perché, con suo grande rammarico, da qualche anno non guida più l'auto.
Belisario è stato soprattutto
l'animatore delle attività sportive di Compiobbi alla fine degli anni '20 e negli anni '30. Presidente della società sportiva organizzava gare di podismo e nel 1931 impiantò a Compiobbi, addirittura, una palestra di boxe, nei locali di proprietà Diligenzi, allora meglio conosciuto come "Papini", fondi che si trovavano di fronte alla "Casa del Fascio". Nell'anticamera c'era la bilancia per il peso dei pugili e nella sala grande c'era un ring regolare e il punchingball, una palla di cuoio fatta a pera e fissata con un supporto a molla che, insieme al sacco, serviva per gli allenamenti. La palestra che operava sotto l'egida del Fascio Giovanile di Combattimento, come era obbligatorio a quei tempi, si era fatta un certo nome nella zona. Nella stessa Firenze c'erano pochissime palestre di pugilato (Luporini, Rifredi, Circolo Berta, Circolo Dante Rossi, Circolo Menabuoni). Si allenavano nella palestra di Compiobbi molti atleti provenienti da Sieci come Alvaro Pratesi, Anselmo Quercioli, Paoli e Terenzi oltre ai compiobbesi Ettore Buonarroti, Duilio Signorini, Carlo Andorlini, Rogai e allo stesso Belisario Calabri. Quest'ultimo, nella sua seconda uscita agonistica al "Circolo Rionale Fascista Dante Rossi di Firenze", dopo aver vinto l'eliminatoria, preferì rinunciare all'incontro della finale piuttosto che perdere il treno che lo riportava al suo paese.
Finalmente il
13 dicembre 1931, annunciato con tanto di locandina Compiobbi vide la sua prima riunione di boxe con "3 Incontri 3". Dopo il film Luce e lo spettacolo cinematografico muto in 6 parti, con l'accompagnamento orchestrale, nella sala cinematografica del Circolo da poco inaugurata, i compiobbesi accompagnati da grandi schiamazzi si sbizzarrirono nel tifo per il beniamino locale Belisario Calabri, naturalmente dopo aver pagato il biglietto d'ingresso di due lire e 25 o di tre lire per chi voleva il posto numerato. L'incontro si svolse sul palcoscenico e gli atleti usarono i camerini del retroscena, che normalmente servivano per gli artisti di varietà, per potersi mettere in divisa da combattimento.
Belisario va con la memoria al 1917 ed elasticamente ci riporta il ricordo dell'Amelia Merli al n° 67 di Via Aretina, davanti alle attuali scuole elementari, quando ancora non erano state costruite. La mattina faceva scuola privata ai maschi e nel pomeriggio alle femmine, fino alla terza classe.
In quell'anno da Compiobbi passò un dirigibile e fu un'emozione indicibile! Eravamo in piena guerra mondiale: nel solo popolo di Torri ben 119 erano i militari di leva o richiamati per la guerra. Ben 43 cittadini della Valle dell'Arno del Comune di Fiesole persero la vita per cause di guerra.
Nel 1920 a Torri arrivò un nuovo sacerdote, definito popolarmente, come tutti i preti di allora, "piattola nera". Era don Edoardo Zipoli Caiani, un omone con la voce tenorile e con l'animo sensibile, tanto che suonava uno struggente violino, ma che si faceva criticare perché, pur essendo prete, non rinunciava al piacere di essere un accanito cacciatore che "ammazzava quei poveri animalucci".
Si potrebbe dire che le tre costanti della vita di Belisario sono la leggerezza del cesello filigranato dell'orafo, la ponderosa progressione atletica della locomotiva umana e la potenza e l'agilità nella scherma boxeristica. Se queste righe fossero capaci di proporre l'insegnamento di una parabola impareremmo ad essere flessibili senza opporre resistenza e quando serve duri e risoluti come un panetto di burro. E questa immagine ci rimanda, immediatamente, al ricordo della "burraia", una ragazzotta robusta che, negli anni '50, arrivava a piedi a Compiobbi dalla Romagna per vendere, casa per casa, tocchi di burro che teneva involtati in un tovagliolo umido. E quel burro permetteva alla lama di affondare penetrando nella materia, salvo poi squagliarsi al primo calore e lasciare il coltello senza più potere offensivo letteralmente affogato in un lago di grasso.

Belisario Calabri

La locandina della Grande riunione di BOXE a Compiobbi
nel 1931

Compiobbi 1930.

Dopo l'arrivo della corsa campestre. Sullo sfondo si vede Villa Pisa.
I due atleti con scudetto sono Bruno Betti e Belisario Calabri che ha al suo fianco Corrado Susini, fra quest'ultimi due in secondo piano è Sandro Chelli mentre fra i due atleti è Giulio Signori. Col trence chiaro a destra è Galli. Semicoperto in terzo piano col berretto è "Carlino della Lona".